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Cappotto Termico

Cos’è il Cappotto Termico?

 Il cappotto termico è l’isolamento termico delle pareti di una casa o di un edificio.  

Si applicano dei pannelli isolanti alle pareti della struttura, di spessore variabile, fino a raggiungere il risultato desiderato, ovvero migliorare la classe energetica dell’edificio.  

I materiali isolanti che si possono utilizzare sono molteplici e ciascuno con caratteristiche tecniche differenti.
Per citarne alcuni:  
•  lana minerale
• fibra di legno
• sughero
• schiume minerali
• polistirene espanso sinterizzato
•  polistirene estruso
• poliuretano
• pannelli in Aerogel.  

Un cappotto termico ben posato e con i giusti materiali, può durare moltissimi anni.  

 

Perché fare il Cappotto Termico?  

Nelle soluzioni abitative moderne e nella bioedilizia si parla spesso di “Comfort Abitativo”, inteso come una serie di caratteristiche che l’abitazione deve avere, per far si che la vivibilità al suo interno sia qualitativamente migliore. 
 
La temperatura ideale da tenere in casa è considerata intorno ai 20° (con oscillazioni che vanno dai 18 ai 22). Questo per garantire salubrità agli ambienti e, quindi, benessere fisico.  
Quando la temperatura della casa è al di sopra dei 22 gradi, va seriamente preso in considerazione l’solamento termico.  

Questo intervento, oltre ai benefici sopra citati, migliora anche la classe energetica dell’abitazione, portando anche ad un notevole risparmio economico.  

 

Quanto costa?  

Il costo varia molto in base ai materiali scelti e alla manodopera. Diciamo che si va dai 50 agli 80€ al mq. Ma con il Superbonus 110% si può arrivare anche a pagare pochissimo o, addirittura, nulla.  

 

Cappotto Termico e Superbonus110%, come funziona?

Si può richiedere il Superbonus per gli interventi di isolamento termico, ottenendo una detrazione delle spese sostenute fino al 110%, se si eseguono lavori su almeno il 25% della superficie lorda dell’edificio.

La detrazione sarà da ripartire in 5 quote annuali di pari importo.

Inoltre, si potrà cedere la detrazione fiscale all’impresa che effettuerà i lavori, ricevendo uno sconto immediato in fattura pari al 100% delle spese sostenute.

 

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Edilizia su Fune o Edilizia Tradizionale?

Perché scegliere l’Edilizia su Fune per ristrutturare, al posto dell’Edilizia Tradizionale?

E’ una domanda che si fanno (e ci fanno) in molti.

Innanzitutto è importante sapere che non sempre si può scegliere.
L’Edilizia su Fune, infatti, si utilizza laddove non si può arrivare con l’Edilizia Classica.

Molto spesso, però, non ci sono le condizioni per un intervento tradizionale:

ad esempio perché l’edificio su cui operare è troppo alto o perché si trova in un centro storico dove non si possono mettere i ponteggi o, ancora, perché il punto da ristrutturare è particolarmente impervio e difficile da raggiungere.

Nei suddetti casi, infatti, i costi dell’edilizia classica, per affrontare le problematiche di altezza o impraticabilità, sarebbero proibitivi.

 

Come si interviene con l’Edilizia su Fune?

Con l’edilizia su fune e degli operai edili esperti, invece, il problema si risolve rapidamente, con poco ingombro e con costi contenuti.

Questo tipo di edilizia, infatti, ha il vantaggio di intervenire in velocità, riducendo i tempi di apertura cantiere e, quindi, con un notevole risparmio economico.

Viveco ha deciso di offrire entrambi i servizi, proprio perché non sempre si può scegliere come intervenire.

L’unico modo per dare una soluzione a 360° ai propri clienti è quello di avere delle squadre specializzate in entrambe le modalità di lavoro.

 

Perché occuparsi di edilizia su fune?

Occuparsi di Edilizia Acrobatica, infine, è per Viveco anche una scelta etica.

Lavorare su corda vuol dire lavorare in modo sostenibile: meno impatto acustico, meno scarti da lavoro, nessun ponteggio e tempi brevi.

Se vogliamo un mondo più vivibile, iniziamo facendo delle scelte più Green.

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Ispezioni con Droni

Lavorare con i droni

Viveco è specializzata in ispezioni visive in quota con drone .

Questo servizio permette di effettuare registrazioni video in Full HD di luoghi difficilmente accessibili.

Ad esempio, se si deve verificare lo stato di una struttura come un ponte, un tetto o di uno strumento molto alto, come una gru, le verifiche in quota con drone sono lo strumento più idoneo.

Si può richiedere un rilievo fotogrammetrico con drone, per ottenere una fedele riproduzione della struttura per il calcolo delle metrature e volumetrica per la ricostruzione o ristrutturazione (ad es. tetti e infrastrutture).

Cosa facciamo

Viveco, avvalendosi del drone, effettua:

  •  Ispezioni di attrezzature di sollevamento (carroponte, gru, ecc.);
  • Verifica di tetti in materiali pericolosi (come l’amianto) o pericolanti;
  • Esame dello stato di superfici murarie in quota;
  • Scansione termica edifici;
  • Ispezioni visive in quota con drone in generale;
  • Rilievo fotogrammetrico delle strutture per creare un progetto CAD.

Il servizio di riprese aeree con drone, permette di effettuare video per osservazione ambientale o per ispezionare cisterne, silos e, in generale, qualunque ambiente pericoloso.

Si può portare avanti una campagna di controllo avanzamento lavori nei cantieri o un monitoraggio delle strutture in costruzione; sondare e ispezionare zone critiche.

Inoltre, è possibile equipaggiare il drone con vari dispositivi di misurazione: naso elettronico, rilevatori di gas o camera spettrometrica Drone-Servizi.

La possibilità di usare un drone in situazioni a elevato rischio per l’uomo, permette di vedere in anticipo minacce per la sicurezza ed effettuare le dovute azioni.

Quando si usa il drone?

Oggi, i droni sono sempre più impiegati in Edilizia per la sorveglianza di incendi, per rilevamenti su terreni agrari, siti archeologici, geologici, per monitorare l’avanzamento dei lavori, per l’abusivismo edilizio, per perizie assicurative, e molto altro.

Di seguito un elenco di applicazioni:

  • Riprese ambientali per osservazione di animali o controllo di piante;
  • Verifica della buona struttura di un tetto o di tetti in amianto;
  • Riprese ambientali per la sicurezza di operai e manutentori o per la verifica di carroponte e strutture in quota;
  • Controllo di pannelli fotovoltaici.

E’ possibile fare riprese aeree anche in ambienti chiusi o controllare lo stato di una struttura da diverse angolazioni: dall’alto, di lato o da sotto e scoprire, ad esempio, l’esistenza di crepe e segni di usura di difficile individuazione.

Un’altra importate applicazione dei droni, è la verifica dell’aria in luoghi di sospetta pericolosità, dove vi potrebbero essere emissioni di gas tossici. Il drone potrà posizionarsi laddove fare i rilevamenti e trasmettere i dati alla postazione di pilotaggio.

Insomma, grazie a queste ispezioni si può avere un vero e proprio controllo sui luoghi di difficile accesso da parte dell’uomo.

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Bonus Mobili 2021

Il Bonus mobili 2021 è un’agevolazione fiscale IRPEF per chi acquista mobili e grandi elettrodomestici a seguito di una ristrutturazione dell’immobile a cui sono destinati.

Per il 2021 sono stati stanziati molti tipi di sostegno per agevolare le ristrutturazioni (Superbonus, Ecobonus, Sismabonus) e, con il bonus mobili in aggiunta, si può risparmiare il 50% delle spese a livello fiscale.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile trovare tutte le informazioni su chi può avere accesso al bonus e come richiederlo.

Il bonus mobili 2021 è un aiuto in più per chi ha ristrutturato la propria abitazione in ottica di risparmio energetico e riqualificazione ambientale.

Cosa comprende?

E’ una detrazione fiscale per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad una casa in ristrutturazione.

Come ottenerlo?

Il bonus mobili ed elettrodomestici è utilizzabile fino a 16.000 euro nell’anno in corso. Questo importo vale per ogni singola abitazione ristrutturata (dunque chi possiede più immobili in fase di ristrutturazione, potrà chiedere altrettanti bonus per ciascuno di essi).

Per accedere al bonus, l’acquisto di mobili e gradi elettrodomestici deve essere avvenuto a partire dal’1 gennaio 2021 e successivamente alla ristrutturazione. E’ importante, dunque, conservare tutta la documentazione dei vari acquisti e delle spese di ristrutturazione.

Nello specifico serviranno:

  • Documenti con la data di inizio lavori
  • Traccia del pagamento dei mobili e dei grandi elettrodomestici (quindi pagamento elettronico)
  • Fatture d’acquisto con i dati dell’acquirente e le informazioni sui prodotti acquistati

Inoltre sarà necessario fare comunicazione all’ENEA dell’intenzione di richiederlo.

Le ristrutturazioni che concedono l’accesso al Bonus mobili 2021 sono:

  • Manutenzione straordinaria;
  • Ristrutturazione di un edificio danneggiato da un evento naturale;
  • Restauro di interi fabbricati;
  • Manutenzione straordinaria e ordinaria su parti comuni di edifici (come nei condomini);
  • Installazione di ascensori;
  • Installazione di impianti di climatizzazione o stufe a pellet.

I mobili e gli elettrodomestici per cui è  possibile richiedere il bonus mobili 2021 sono:

•Letti, armadi e cassettiere;

•Librerie, scrivanie, tavoli e sedie;

•Divani, poltrone e comodini, materassi;

•Complementi accessori per l’illuminazione;

•Frigoriferi, congelatori;

•Lavatrici e lavasciuga, lavastoviglie;

•Apparecchi destinati alla cottura dei cibi, come piastre elettriche, forni a microonde;

•Apparecchi per il condizionamento e climatizzatori, stufe a pellet.

Non rientrano nel Bonus: pavimenti, parquet, tende, porte e complementi d’arredo.

Invece, le eventuali spese per il trasporto e l’installazione dei mobili e degli elettrodomestici, sono incluse

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Case in legno: l’edilizia sostenibile

Case in legno: l’edilizia sostenibile. Da tempo, ormai, quello della sostenibilità ambientale è diventato un tema davvero fondamentale ed è uno degli obiettivi principali di Viveco.

La bioedilizia, infatti, ha come scopo proprio quello di attuare una significativa riduzione dell’impatto ambientale per garantire una migliore vivibilità e, quindi, un futuro più sicuro alle prossime generazioni. Per questo è importante parlare di sostenibilità nel campo dell’edilizia e focalizzare la nostra attenzione su tutti gli aspetti coinvolti nella costruzione e manutenzione di un qualsiasi edificio.

Le case in legno sono un ottimo esempio di edilizia sostenibile. Vediamo perché.

Perché in legno è meglio

Quando si parla della costruzione di case sostenibili, il campo è davvero molto ampio. Parliamo, infatti, di tipologie di edifici molto diversificate tra loro, a volte estremamente innovativi sul piano del design e altre volte, invece, dall’aspetto più classico e molto più simile alle costruzioni che siamo abituati a vedere e nelle quali viviamo.

L’importanza delle case in legno, rispetto alle altre tipologie, però, risiede proprio nella materia prima di cui sono composte. A differenza dei materiali “canonici” che richiedono un forte impiego di manodopera nell’estrazione, selezione, trasformazione e realizzazione di materiali specifici che, quindi, si traduce in un altissimo impatto sull’ambiente, il legno cresce in natura, spontaneamente, senza alcuna necessità dell’intervento dell’uomo se non per la sua raccolta e lavorazione.

L’impatto ambientale è, inoltre, drasticamente ridotto anche dalla costituzione di foreste a gestione certificata dove, cioè, vengono prelevate meno piante di quante ne vengono costantemente reintrodotte. Come dimostra una prestigiosa ricerca svolta presso l’Istituto CNR IVALSA (Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree) di San Michele all’Adige, il legno necessario per produrre un edificio in legno di 200 m2 in Italia, è pari alla ricrescita oraria spontanea dei boschi del Trentino Alto Adige.

Inoltre, a differenza degli edifici non ecosostenibili dismessi o demoliti, nel caso degli edifici in legno, al termine del ciclo di vita dell’abitazione è possibile smontare la casa e procedere a un riciclo del materiale utilizzato pari al 99% delle materie utilizzate.

Sorprendente, vero?

Case in legno: rispettare l’ambiente senza rinunciare al comfort e al design

Inoltre, ogni abitazione in legno, oltre a essere progettata per garantire il massimo del design, è costruita per essere efficientissima anche in ambito energetico. Così facendo, sia nei mesi invernali che in quelli estivi, si va a minimizzare il fabbisogno energetico, massimizzando invece lo sfruttamento delle energie rinnovabili, senza spifferi o sbalzi termici.

E tutto questo senza rinunciare minimamente al comfort abitativo: lo sfruttamento della luce naturale e l’elevata qualità dell’aria indoor, ad esempio, sono aspetti fondamentali e caratteristici di ogni edificio in legno.

Realizzare una casa in legno è quindi un vantaggio per chi la abita e per l’ambiente: nessun impatto ambientale, alta qualità e sostenibilità dei materiali impiegati per garantire il giusto comfort, e un design davvero innovativo.

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Case ecologiche

Case ecologiche. L’architettura, come anche il campo dell’edilizia, sta abbracciando quella che, attualmente, viene percepita come l’esigenza più sentita, perché riguarda tutti noi: quella della tutela ambientale.

Case ecologiche: un libro che ne parla
Oggi il tema dell’ecosostenibilità sta diventando sempre più importante e anche la letteratura si sta aprendo al dialogo su queste tematiche e sulla bioedilizia. Il libro Case ecologiche (di Sergi Costa Duran, Ed. Logos, pp. 194), ad esempio, ci illustra le caratteristiche delle case ecologiche moderne, aprendo spiragli per una riflessione sull’importanza di sapere cosa costruire, e soprattutto come costruire, in rapporto all’ambiente.

Questo testo offre una selezione di varie case eco compatibili e di progetti che rispettano l’ambiente ponendo l’accento proprio sui numerosi vantaggi che possiamo trarre dal rispettare l’ecologia. Fa parte di quelle letture che contribuiscono a creare una coscienza ecologica e a far sì che l’architettura consideri il rispetto dell’ambiente come un aspetto imprescindibile del suo operare.

Progettare una casa ecologica
I progetti presentati in Case ecologiche confermano che il livello attuale di consapevolezza, la legislazione vigente e le possibilità tecniche offerte dal mercato facilitano l’adozione di soluzioni e progetti che vadano concretamente a rispondere a esigenze legittime, come l’uso sostenibile delle risorse naturali o la creazione di ambienti veramente sani in cui vivere.

Per fornire una maggiore comprensione dell’argomento, Case ecologiche include anche planimetrie e specifiche sui materiali utilizzabili in bioedilizia. Tutti i progetti presentati sono corredati anche da una puntuale analisi dei costi di realizzazione e da una valutazione complessiva dell’effettivo impatto ambientale dell’edificio.

Attraverso ventitré sorprendenti progetti ecosostenibili, che spaziano da case girevoli dalle qualità antisismiche, abitazioni con pannelli solari incorporati nei tetti, passando per eccellenti sistemi di isolamento termico, fino ad arrivare a collettori fotovoltaici per l’elettricità, che sono stati realmente realizzati negli ultimi dieci anni, tra le pagine di questo libro si capirà che forse quella che si sta intraprendendo è davvero la strada giusta verso un futuro di case sempre più sostenibili, che si fondano, in perfetto equilibrio, con l’ambiente.

Viveco: ecosostenibilità e bioedilizia
Siamo un’impresa con esperienza decennale nel settore dell’edilizia. Mettiamo in atto una strategia gestionale improntata sulla qualità, avendo come scopo la massima soddisfazione dei nostri clienti.

Crediamo che le abitazioni debbano essere sostenibili, per questo ci impegniamo a divulgare una nuova cultura dell’ABITARE, che sia rispettosa dell’Uomo e dell’Ambiente in cui vive.

Se hai trovato interessante questo articolo, leggi anche https://viveco.it/bioedilizia-e-costruzioni-sostenibili-quando-anche-labitare-diventa-green/

Per maggiori informazioni contattaci

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Bioedilizia e costruzioni sostenibili, quando anche l’abitare diventa green

Bioedilizia, bioarchitettura, costruzioni sostenibile o a impatto zero, sono tutti termini che fanno riferimento a un diverso modo di progettare, costruire e gestire la realizzazione di un edificio, in linea con i principi della sostenibilità ambientale e del rispetto per il territorio che ci circonda. La bioedilizia si innesta, dunque, su quel filone green che guarda a un futuro di crescita e sviluppo al passo con la tutela ambientale, che rimette al centro il paesaggio naturale, rendendolo protagonista della sua evoluzione. Come si può intervenire su un ambiente naturale senza invaderlo o deturparlo? Si tratta di realizzare costruzioni eco-compatibili, dinamiche, pensate per essere in sintonia con il contesto in cui sorgono. Attraverso l’uso di materiali naturali e la padronanza di tecniche adatte all’ottimizzazione dell’impatto energetico della struttura, si otterrà un edificio integrato con l’ambiente, a basso consumo e salutare per chi lo abita.

La sensibilizzazione ai problemi ambientali e la lotta al cambiamento climatico oggi passano anche dalla bioedilizia. Un settore “di nicchia” in rapida ascesa, che anche in Italia sta conquistando un’importante fetta del mercato immobiliare. Una spinta possibile grazie all’innovazione tecnologica che nel settore dell’edilizia verde si traduce in risparmio energetico ed ecosostenibilità.

Per realizzare una simile struttura sin dalle prime fasi di costruzione bisogna tener conto di una serie di fattori che tradizionalmente non hanno molta considerazione. Nella bioedilizia, per esempio, la scelta dell’area da edificare è un requisito imprescindibile. L’analisi morfologica del terreno, la valutazione delle acque, il percorso del sole e lo studio dei venti sono presupposti necessari per sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche di un territorio e poter così attuare politiche di risparmio energetico. Anche la valutazione del contesto esterno all’edificio, in tal senso, diventa indispensabile per il progetto. Una volta scelta l’area più adatta alla realizzazione della propria abitazione sostenibile, bisognerà pensare a come organizzare i lavori senza invadere o deturpare la zona di realizzazione della struttura. Affinché questo sia possibile, bisognerà avvalersi dell’ausilio di tecniche e strumenti utili allo scopo, come l’utilizzo di escavatori equipaggiati a benne bivalve in grado di creare basamenti solidi su qualsiasi tipo di terreno. In tal senso, per semplificare il processo di edificazione è sempre utile rivolgersi a esperti del settore, in grado di valutare le particolarità e caratteristiche di ogni territorio e scegliere di volta in volta la migliore soluzione. È questo il caso di TECNOBENNE, azienda specializzata nella progettazione e produzione di attrezzature idrauliche ed elettroidrauliche per il sollevamento e la movimentazione di diversi basamenti. Grazie alla collaborazione di disegnatori esperti e maestri saldatori, l’azienda è in grado di realizzare attrezzature standard, speciali o personalizzate per intervenire su ogni tipo di terreno.

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Le case del futuro? Hi-tech, green e sicure “come quelle di una volta”

Gli articoli 119 e 121 del Decreto Rilanciohanno previsto una detrazione fiscale del 110% per le spese sostenute dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per alcuni interventi di efficienza energetica (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sismabonus). La nuova detrazione fiscale si unisce alle agevolazioni già presenti in materia di edilizia quali, ad esempio, la riqualificazione delle facciate e delle aree verdi.

Grazie agli incentivi governativi, allo sblocco dei cantieri e al piano di investimenti per l’edilizia pubblica, il settore dell’edilizia sta reagendo positivamente al periodo di crisi causato dalla pandemia. Incoraggianti infatti i dati emersi dall’Osservatorio SAIE, realizzato da Senaf in occasione di SAIE – RIPARTI ITALIA, la fiera delle costruzioni svoltasi a BolognaFiere dal 14 al 17 ottobre. Nonostante il 62% delle aziende coinvolte nella survey abbia registrato, nel secondo trimestre del 2020 un calo dei ricavi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, tuttavia il 34% di esse è già tornato alla normalità e il 28% conta di farlo entro 6 mesi.

Tra gli imprenditori edili capaci di creare nuove opportunità di business cavalcando l’onda delle tendenze in atto (tecnologia, sostenibilità, sicurezza, salute) Tiscali News ha intervistato Antonio e Donato Pepe, rispettivamente fondatore e co-titolare di Edil Pepe, azienda di Altamura che opera sul territorio pugliese da oltre 25 anni.

In venticinque anni il settore in cui operate ha vissuto varie rivoluzioni: non solo per quanto concerne i materiali, ma anche per l’adozione di soluzioni tecnologiche, e una distribuzione degli spazi capace di adattarsi alla moda e alle tendenze sociali. Antonio, Donato, quali sono, secondo la vostra esperienza, gli insegnamenti del passato utili per l’edilizia del futuro? E quali, invece, le novità da cui non sarà più possibile prescindere? 

“Pensiamo che molte tecniche del passato debbano essere riprese e implementate alle attuali tecniche moderne. Un esempio può essere lo spessore delle murature: una volta le murature erano spesse 55-60 cm, ma andando avanti negli anni, con l’emergere di nuovi materiali si è pensato di ridurne lo spessore (anche fino a 30-35 cm) a vantaggio della superficie interna, pensando che questi materiali avrebbero sopperito alla perdita di isolamento dovuta alla riduzione di spessore. Un grave errore, perché secondo lunghe analisi condotte, il fattore principale che determina un buon isolamento acustico e termico, ancor prima dei materiali, è la massa e quindi in genere lo spessore. Per questo abbiamo realizzato il P55, una muratura che coniuga lo spessore delle vecchie murature e i materiali isolanti di ultima generazione.

Un altro sistema ripreso dal mondo arabo e romano è il sistema di raffrescamento e ricircolo d’aria naturale, dove l’aria raffrescata presente nel sotterraneo viene convogliata attraverso incanalature e tubazioni verso l’appartamento, garantendo così un raffrescamento e una circolazione dell’aria naturale, molto utile soprattutto in estate, che permette così all’utente di evitare l’accensione dei climatizzatori e di ottenere, di conseguenza, un notevole risparmio energetico.

Pensiamo inoltre che sia fondamentale tornare al reimpiego, come in passato, di materiali naturali, che non danneggino la salute dei fruitori dell’appartamento.

Pensando alle novità, possiamo affermare che ci stiamo indirizzando verso un’edilizia sempre più sostenibile, attraverso l’utilizzo delle risorse ambientali in maniera intelligente per evitare gli sprechi. Tra le novità principali in tal senso vi è la facciata verde sugli edifici, un modo anche per incentivare il verde urbano, senza il bisogno di espandere la città sul territorio in maniera orizzontale. Inoltre, la vegetazione apporta notevoli vantaggi soprattutto al fruitore tra cui la depurazione dell’aria, risparmio energetico, maggiore isolamento acustico, miglioramento estetico.

Notevoli vantaggi apporta l’utilizzo di impianti domotici sta prendendo piede sempre più: permettono la gestione della casa da remoto grazie ad un unico dispositivo, con comandi facilitati adatti a persone anziane e con disabilità.

Oppure i nuovi sistemi di deumidificazione per il controllo dell’umidità, per la prevenzione di muffe e tutte le conseguenze da esse derivante, oppure l’utilizzo dell’impianto di ventilazione meccanica controllata per il ricambio d’aria, oppure l’utilizzo di pitture minerali naturali, il tutto per permettere una qualità dell’aria molto alta”.

È fondamentale, in questo periodo, creare tipologie di business competitive: in cosa consistono i vostri progetti di “bioedilizia innovativa” e cosa significa “certificato BeS”?

“Si tratta di misure quali l’utilizzo della facciata verde, il sistema di ventilazione naturale, l’utilizzo di materiali naturali, il P55, impianti fotovoltaici, pompa di calore, realizzazioni solamente in classe A4 o nZEB (a consumo quasi zero).

Oggi una casa non deve più essere acquistata valutando solamente superficie interna o zona, ma considerando quanto il benessere e la salute vengono tutelati all’interno di essa. Per questo abbiamo creato Il certificato BeS, un sistema collaudato per progettare, implementare e mantenere nel tempo qualità ed eccellenza nel campo dell’edilizia. Nel dettaglio: esso misura e certifica il livello di qualità degli spazi interni di un’abitazione e pone al centro dell’attenzione la tutela delle condizioni di salute e il benessere di chi abita uno spazio domestico. Questa certificazione è frutto di anni di studi e di ricerche a cui hanno aderito tecnici specializzati, ingegneri, interior designer e architetti, e punta i riflettori sul benessere dell’uomo in relazione alla sostenibilità ambientale, alla tutela del paesaggio e all’utilizzo di risorse rinnovabili per la produzione di energia e per la costruzione di alloggi. Un appartamento per essere certificato BeS, e quindi essere considerato una “Welfare House”, deve possedere determinati parametri specifici molto rigidi come P55 o pittura minerale”.

Edil Pepe, leggiamo sul sito, ha una sessantina fra dipendenti e collaboratori e segue i clienti a 360 gradi: dalla consulenza immobiliare all’interior design, dalla scelta dei materiali all’impiantistica. Come è strutturato il vostro team? Siete aperti all’ingresso di nuove leve e apprendisti?

“Abbiamo un team molto ampio di tecnici specializzati che vanno dal progettista architettonico, all’ingegnere strutturista, progettista energetico, progettista di impianti e  sicurezza, collaudatore, responsabile sicurezza sul lavoro, progettista di misure antincendio, direttore dei lavori, responsabile amministrazione, responsabile marketing, consulente immobiliare, consulente creditizio, architetto d’interni ed interior designer e  varie collaborazioni esterne, il tutto per fornire un servizio chiavi in mano al cliente ed evitare a quest’ultimo perdite di tempo inutili ed errori molto pesanti e irreversibili commessi molto spesso, che pesano negli anni come per esempio un mutuo sbagliato.

Noi siamo molto aperti a nuove leve perché pensiamo che i giovani possano portare quella dose di novità che coniugata a quella d’esperienza dei “veterani” crea un connubio perfetto per dar all’azienda quella marcia in più ed alzare di molto gli standard qualitativi dei prodotti e servizi”.

La Puglia è la vostra terra e conoscete bene le particolarità climatiche e idrogeologiche cui avete adattato la metodologia di lavoro per soddisfare le norme di sicurezza e sostenibilità. In futuro, pensate di esportare il vostro modello di business? 

“Attualmente ci stiamo specializzando in quest’ area della nostra penisola, in particolare Altamura e Matera, in modo tale da non rendere ingestibili gli alti standard qualitativi degli appartamenti. Preferiamo seguire meno appartamenti ma fatti a regola d’arte focalizzandoci in essi tutte le nostre risorse. Però non escludiamo in un futuro, uno spostamento verso altre zone della penisola, a seguito di un ampliamento del team e di uno studio specifico della zona (che comunque richiederebbe molti anni), perché ogni zona richiede l’utilizzo di materiali e tecniche differenti molto specifiche in modo tale da offrire la stessa qualità degli appartamenti anche altrove”.

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Bioedilizia: una casa sostenibile

La bioedilizia o bioarchitettura è un modo di costruire o ristrutturare edifici, in linea con i princìpi della sostenibilità ambientale, che prevede l’integrazione e l’ottimizzazione dell’uso di materiali naturali con tecniche costruttive adatte a ridurre l’impatto energetico.

Partendo dal principio che le risorse naturali non sono inesauribili, la bioedilizia predilige eco-materiali provenienti da fonti rinnovabili, come il legno naturale o il legno-cemento e la fibra di cellulosa, realizzati con materiali di riciclo, che consentono di ridurre gli sprechi durante la loro produzione e risultano potenzialmente non tossici per l’uomo.

Gli edifici progettati secondo i dettami della bioedilizia fanno anche uso di fonti di energia rinnovabile per il riscaldamento e il raffrescamento, come il fotovoltaico, le biomasse ed il geotermico.

Più che una tecnica costruttiva, la bioedilizia è dunque una “filosofia costruttiva”. Un nuovo approccio all’architettura che promuove l’integrazione degli edifici con chi ci abita e con l’ambiente naturale.

Nel nostro Paese essa ha cominciato a diffondersi negli ultimi anni, facendo registrare un leggero spostamento dell’ago della bilancia da edificato tradizionale ad edilizia in legno. 
Il dato interessante registrato dagli studi di Federlegno è che, nonostante il valore del fatturato dell’edilizia in legno non sia ancora paragonabile al fatturato dell’edilizia tradizionale, in questi anni esso ha evidenziato un incremento costante, passando dai 658 milioni del 2014 ai quasi 700 milioni (698 milioni) del 2017.

Secondo il Terzo Rapporto “Case ed Edifici in Legno” 2019 dell’associazione industriale di Confindustria che riunisce tutte le aziende operanti nel settore legno, solo nel 2017, sette case su 100 in Italia, sono state costruite in bioedilizia. Un 7% apparentemente irrilevante, che tuttavia sposta da un comparto all’altro un capitale notevole, per un fatturato di settore di circa 700 milioni di euro annui, e che segna un aumento del comparto dell’1% rispetto all’anno precedente, a fronte di andamenti negativi, nello stesso arco temporale, dell’edilizia tradizionale.

Questo fermento produttivo regala all’Italia il quarto posto in Europa in quanto a capacità e volume di affari gestito. Le prime tre posizioni sono occupate rispettivamente da Germania, Inghilterra e Svezia, non a caso tra i più grandi fornitori europei di legname strutturale.

Osservando più da vicino il mercato nazionale della bioedilizia, emerge come i maggiori costruttori di case in legno si trovino nelle regioni del Nord, a partire dal Trentino Alto Adige (24% del mercato), seguito da Lombardia (22%) e Veneto (15%). Tuttavia, per quel che riguarda le case realizzate, i dati si invertono e troviamo al primo posto la Lombardia (23% delle abitazioni in legno), seguita da Veneto (19%), Trentino Alto Adige (12%) ed Emilia Romagna (11%), che inizia a portare la bioedilizia in zone certamente meno “montane”.

Oltre all’investimento privato, anche il capitale pubblico è investito nelle costruzioni in legno e lo dimostrano le realizzazioni in legno di opere pubbliche messe in atto da vari Enti pubblici attraverso l’attivazione di bandi inerenti la bioedilizia.

Ciò significa che la tendenza all’ecosostenibilità in Italia è diventata reale a tutti i livelli. Segnali importanti che tracciano una nuova direttrice e mostrano gli spostamenti della domanda di bioedilizia nel nostro Paese, segno di una più ampia trasformazione del mercato dei consumi e di un nuovo approccio all’ambiente che manifesta sottintesi fenomeni sociali e mutamenti comportamentali degli italiani.

Una casa in legno di ultima generazione è un concentrato di innovazione tecnologica in ambito di risparmio energetico, sicurezza antisismica, salubrità dell’aria all’interno e benessere abitativo generale.

E nell’ipotesi futura di eventuali demolizioni negli anni? La casa in bioedilizia consente un riciclo e riutilizzo del 99% dei materiali utilizzati, senza praticamente alcuno spreco di materiale.

Non resta che iniziare a sognare e ricostruire un nuovo Paese più bio(sostenibile).